Psicoterapia con i bambini

Uno spazio dove il gioco diventa parola e la crescita trova spazio per respirare.

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Quando rivolgersi a uno psicoterapeuta per il proprio bambino

Ci sono momenti in cui un bambino esprime, attraverso comportamenti o sintomi, qualcosa che fa fatica a essere detto con le parole. Possono essere segnali di un mondo interno in movimento che chiede ascolto. Tra i segnali più frequenti che possono suggerire l’opportunità di un confronto con uno psicoterapeuta:

  • aggressività improvvisa o difficile da contenere
  • inibizione e ritiro relazionale
  • paure intense, fobie, incubi ricorrenti
  • difficoltà del sonno o dell’alimentazione
  • regressioni evolutive (enuresi, balbuzie)
  • difficoltà scolastiche o calo del rendimento
  • ansia da separazione che persiste oltre la prima infanzia

Non si tratta di ‘diagnosi precoci’, ma di riconoscere che il bambino sta comunicando qualcosa che merita attenzione.

Il gioco come linguaggio: l'approccio psicodinamico

La terapia con i bambini è uno spazio in cui il gioco, il disegno e la relazione diventano linguaggi attraverso cui esprimere ciò che non ha ancora parole. Giocando, i bambini lanciano messaggi: quasi sempre lasciano emergere una domanda di aiuto, che può manifestarsi attraverso l’aggressività, l’inibizione o piccoli segnali che raccontano un mondo interno in movimento.

Nell’orientamento psicodinamico, il gioco è il cuore del lavoro clinico. Non si tratta di insegnare a giocare, ma di riconoscere che il gioco è il linguaggio privilegiato con cui il bambino parla di sé.

Come si svolge una seduta con un bambino

Sono i giochi, le storie e le scene costruite insieme al terapeuta che diventano il mezzo per avviare il cambiamento: un luogo simbolico in cui il bambino può esplorare emozioni, paure, desideri e conflitti, trovando nuove strade per difendere la propria unicità e dare forma alla propria crescita.

La stanza di terapia diventa così un luogo sicuro, dove ciò che è difficile può essere trasformato e ciò che è confuso può trovare un senso.

Il ruolo dei genitori nel percorso

Il percorso del bambino non è mai separato da quello della famiglia. Per questo il terapeuta del bambino lavora in costante dialogo con i genitori, attraverso incontri periodici dedicati. Non si tratta di ‘rendicontare’ le sedute — la riservatezza con il bambino è preservata — ma di pensare insieme i passaggi che attraversa, e di accompagnare i genitori a comprendere ciò che sta accadendo nella relazione.

I terapeuti che si occupano dei bambini

All’interno del nostro team, alcuni terapeuti hanno una specializzazione specifica nella psicoterapia con l’infanzia, con formazione su gioco terapeutico, disegno simbolico e teorie dello sviluppo psicoaffettivo. Conosci chi può accompagnare tuo figlio nel percorso.

Domande frequenti

Domande frequenti

Si può iniziare anche con bambini molto piccoli (3-4 anni). Quello che cambia è il setting, non la cura: per i più piccoli si lavora soprattutto con il gioco e con un coinvolgimento attivo dei genitori.

Le sedute con i bambini durano in genere 45-50 minuti, con cadenza settimanale.

No, le sedute si svolgono in dialogo diretto tra bambino e terapeuta. Per i genitori sono previsti incontri dedicati periodici.