Uno spazio dove il gioco diventa parola e la crescita trova spazio per respirare.
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Uno spazio dove il gioco diventa parola e la crescita trova spazio per respirare.
Ci sono momenti in cui un bambino esprime, attraverso comportamenti o sintomi, qualcosa che fa fatica a essere detto con le parole. Possono essere segnali di un mondo interno in movimento che chiede ascolto. Tra i segnali più frequenti che possono suggerire l’opportunità di un confronto con uno psicoterapeuta:
Non si tratta di ‘diagnosi precoci’, ma di riconoscere che il bambino sta comunicando qualcosa che merita attenzione.
La terapia con i bambini è uno spazio in cui il gioco, il disegno e la relazione diventano linguaggi attraverso cui esprimere ciò che non ha ancora parole. Giocando, i bambini lanciano messaggi: quasi sempre lasciano emergere una domanda di aiuto, che può manifestarsi attraverso l’aggressività, l’inibizione o piccoli segnali che raccontano un mondo interno in movimento.
Nell’orientamento psicodinamico, il gioco è il cuore del lavoro clinico. Non si tratta di insegnare a giocare, ma di riconoscere che il gioco è il linguaggio privilegiato con cui il bambino parla di sé.
Sono i giochi, le storie e le scene costruite insieme al terapeuta che diventano il mezzo per avviare il cambiamento: un luogo simbolico in cui il bambino può esplorare emozioni, paure, desideri e conflitti, trovando nuove strade per difendere la propria unicità e dare forma alla propria crescita.
La stanza di terapia diventa così un luogo sicuro, dove ciò che è difficile può essere trasformato e ciò che è confuso può trovare un senso.
Il percorso del bambino non è mai separato da quello della famiglia. Per questo il terapeuta del bambino lavora in costante dialogo con i genitori, attraverso incontri periodici dedicati. Non si tratta di ‘rendicontare’ le sedute — la riservatezza con il bambino è preservata — ma di pensare insieme i passaggi che attraversa, e di accompagnare i genitori a comprendere ciò che sta accadendo nella relazione.
All’interno del nostro team, alcuni terapeuti hanno una specializzazione specifica nella psicoterapia con l’infanzia, con formazione su gioco terapeutico, disegno simbolico e teorie dello sviluppo psicoaffettivo. Conosci chi può accompagnare tuo figlio nel percorso.
Si può iniziare anche con bambini molto piccoli (3-4 anni). Quello che cambia è il setting, non la cura: per i più piccoli si lavora soprattutto con il gioco e con un coinvolgimento attivo dei genitori.
Le sedute con i bambini durano in genere 45-50 minuti, con cadenza settimanale.
No, le sedute si svolgono in dialogo diretto tra bambino e terapeuta. Per i genitori sono previsti incontri dedicati periodici.